Nuovi sforzi diplomatici allentano i timori immediati di un ulteriore conflitto, spingendo al ribasso i prezzi del petrolio mentre gli investitori attendono la prossima mossa.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i negoziati con l'Iran inizieranno lunedì, alimentando le speranze che la diplomazia possa contribuire ad allentare le tensioni in Medio Oriente. Pur confermando i colloqui, Trump ha rifiutato di fissare una scadenza per il raggiungimento di un accordo o di rivelare dove si terrà l'incontro.
DETTAGLI CHIAVE
Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One domenica, Trump ha detto che i negoziati inizieranno lunedì pomeriggio, ma non ha identificato i partecipanti o il luogo.
I suoi commenti hanno fatto seguito a un post su Truth Social di sabato, in cui affermava che l'Iran e altri paesi del Medio Oriente avevano richiesto più tempo per completare un accordo che avrebbe portato alla riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e affrontato le preoccupazioni sul programma nucleare iraniano. Trump ha anche esortato Teheran a "stringere rapidamente un ACCORDO".
Alla domanda se l'Iran dovesse affrontare una scadenza per raggiungere un accordo, Trump ha evitato di fornirne una.
"Preferirei fare un accordo", ha detto Trump, aggiungendo che non voleva che morissero altre persone con il proseguire del conflitto.
Quest'ultima spinta diplomatica arriva dopo mesi di crescenti tensioni. Trump ha ripetutamente avvertito di ulteriori azioni militari, offrendo allo stesso tempo opportunità di negoziati, sebbene i round precedenti non siano riusciti a produrre un accordo globale.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha avuto conversazioni telefoniche separate con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, secondo i media statali iraniani, mentre proseguivano gli sforzi diplomatici regionali.
L'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA ha inoltre riferito che i negoziati con l'Oman sullo Stretto di Hormuz sono vicini al completamento. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che tali discussioni riguardano una proposta di rotta marittima e sono separate da qualsiasi decisione sulla riapertura dello stretto.
Anche Israele ha segnalato che manterrà la pressione su Teheran. Il ministro dell'Energia Eli Cohen ha affermato che Israele continuerà a coordinarsi strettamente con gli Stati Uniti e ha avvertito che l'azione militare rimarrà un'opzione se l'Iran riprenderà i suoi programmi nucleari o di missili balistici.
Teheran continua a negare di perseguire armi nucleari.
REAZIONE DEL MERCATO
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 4% nelle prime contrattazioni di lunedì, poiché gli investitori hanno accolto con favore i segnali che la diplomazia potrebbe ridurre il rischio di ulteriori interruzioni. Lo Stretto di Hormuz, che normalmente gestisce circa il 20% delle spedizioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto, è rimasto una delle principali preoccupazioni per i mercati energetici da quando il conflitto si è intensificato.
PERCHÉ È IMPORTANTE
Qualsiasi progresso nei colloqui potrebbe allentare la pressione sulle forniture energetiche globali e sull'inflazione. Per i trader, gli sviluppi relativi allo Stretto di Hormuz rimangono uno dei principali fattori trainanti dei prezzi del petrolio e del sentimento generale del mercato.
I mercati monitoreranno attentamente i negoziati di lunedì per cogliere eventuali segnali di progresso, nonché ulteriori commenti da Washington, Teheran e dagli alleati regionali. L'esito potrebbe influenzare i mercati energetici e il rischio geopolitico nei giorni a venire.
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Fonte: Reuters
Ora: 11:10 AM EEST





